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Rachele Manili
Le parti spente del mio cuore e della mia personalità hanno progressivamente ripreso colore

…serve tanta forza per muoversi con leggerezza, ma è quella leggerezza che poi ti fa volare:
la mia storia col canto curativo.

Il mio percorso con Ivana è cominciato nell’autunno 2016, grazie ad un volantino notato per caso in un bar del centro di Bologna. Leggo ‘canto curativo’ e mi viene da sorridere perchè penso che il canto è da sempre la mia unica cura, così continuo a leggere, e alcune parole attirano la mia attenzione: ‘ascolto di sè’, ‘respirazione’, ‘corpo come strumento’, ‘bioenergetica’, ‘logopedia’..che mi fanno immaginare un percorso in cui si sarebbe lavorato sia sull’espressività emotiva, sia per il miglioramento della performance canora.
Alla fine faccio la foto al volantino, come quelle cose che distrattamente conserviamo dicendoci che prima o poi le esploreremo, ma al 90% restano lì. Incredibilmente, questa volta la mia inerzia ha ceduto il passo alla curiosità, e dopo pochi giorni ho chiamato per avere informazioni. Da subito capisco che la proposta di Ivana era esattamente quello che stavo cercando in quel momento, dato che le sue lezioni di canto si prospettavano in realtà come un percorso di auto-percezione e conoscenza di sè, dove il corpo nella sua interezza è veicolo di sentimento, e il suono, o il non-suono, prodotto, è l’espressione di uno stato dell’anima.
L’impressione iniziale è stata poi confermata sul campo: a lezione, soprattutto nel primo periodo, gli esercizi si sono incentrati sullo scioglimento delle tensioni, al fine di liberare la voce, e insieme la mente, invece di irrigidirle ancor di più imponendo regole e insegnando tecniche: questo percorso mi ha mostrato che siamo perfettamente in grado di autoregolarci in base ai nostri ritmi personali, che, in quanto naturali, si armonizzano in automatico e sono quelli ‘giusti’ per definizione.
Credo sia doveroso inoltre sottolineare che io provengo da una radicata formazione scientifica, nella sua declinazione meno speculativa e più orientata al risultato che è l’ingegneria, pertanto, per deformazione professionale, non avrei potuto apprezzare il canto curativo se non avessi avuto delle prove della sua efficacia: mi ci sono avvicinata seguendo l’istinto, e oggi posso affermare con certezza di riporci la mia più totale fiducia, perchè i progressi sono effettivamente tangibili, e di quale entità!
Grazie a questa esperienza, (di cui l’interazione col gruppo è stata parte fondamentale), ho riscoperto dei lati di me che in 24 anni della mia vita avevo lasciato inesplorati, e, nell’arco di un anno, non saprei nemmeno spiegare come, si sono sbloccati: le parti spente del mio cuore e della mia personalità hanno progressivamente ripreso colore, e la mia creatività è tornata a respirare, con effetti positivi che ho riscontrato a 360 gradi. L’evoluzione vocale è quindi venuta da sè: al di là del dato oggettivo, (considerevole aumento di estensione e miglioramento di tono e corpo della voce), è radicalmente cambiato il mio approccio al canto, poichè ora lo vivo come un fluire spontaneo di emozioni, che lascio riaffiorare senza pretese, visto che ho imparato a concentrarmi, anzi direi, centrarmi, su di me, e ad ascoltarmi.
Le lunghe precedenti esperienze di studio del canto, non mi avevano più di tanto incoraggiato: intonazione e ritmo non mi sono mai mancate, ma, per quanto io ci sia affezionata, nessun insegnante con un approccio ‘convenzionale’ è mai riuscito ad andare oltre la mia preponderante componente emotiva. Nessuno infatti mi ha mai presa sul serio come cantante, a causa degli standard minimi di volume e corpo della voce che non riuscivo a raggiungere, perchè, per quanto sforzo facessi, lei si rifiutava di uscire, e ad esempio mi fu consigliato un lungo percorso logopedico correttivo, con la speranza di ottenere qualche risultato in più.
Con il canto curativo di Ivana, sono finalmente riuscita a trovare una ‘chiave di svolta’, ed ho iniziato a prenderci gusto, e, godendomi l’esperienza, ho imparato a comunicarlo: cantare per me è passato da momento di solitudine a trasmissione di emozioni, e la cosa sorprendente è che ho scoperto che mi piace, mi diverto davvero. Semplicemente lo vivo per quello che è, come espressione di me stessa in quel momento, libera, senza aspettative o costrizioni, e, paradossalmente, per me questo è il modo in cui ottengo le migliori performance, (sottoscrivo, nel canto come nella vita: ho trasposto lo stesso approccio negli esami universitari e il risultato è stato sorprendente).
Per concludere, aggiungo che non definirei questo percorso facile, perchè ti coinvolge a tal punto che, a parer mio, nell’intraprenderlo bisogna essere disposti a mettersi in gioco, totalmente, senza riserve, come in tutte le esperienze della vita, con la curiosità della scoperta che resta viva nonostante gli alti e bassi.
Con estrema gratitudine, riconosco che quello col canto curativo sia stato uno dei percorsi di crescita più soddisfacenti ed appaganti della mia vita, che ho fermamente intenzione di tenere bene a mente da qui in avanti, in tutti quelli futuri.